Da vari testi di Joe Dispenza:

Ci è stato insegnato che i circuiti del cervello sono permanenti, ovvero che quando raggiungiamo l‟età adulta abbiamo un certo numero di cellule cerebrali organizzate in schemi o circuiti neuronali fissi, e man mano che invecchiamo li perdiamo. La grande notizia è che ciascuno di noi è un lavoro in corso per tutta la vita. Ogni volta che abbiamo un pensiero, in diverse aree del nostro cervello il flusso di corrente elettrica aumenta di intensità e rilascia una fiumana di sostanze neurochimiche. Oggi sappiamo che ogni nostro pensiero ed esperienza induce le nostre cellule cerebrali, o neuroni, a collegarsi e scollegarsi in schemi e sequenze continuamente diversi. Di fatto, possediamo una facoltà naturale chiamata neuroplasticità, che significa che se impariamo nuove conoscenze e facciamo nuove esperienze, possiamo sviluppare nuove reti o circuiti di neuroni, e letteralmente cambiare le nostre idee e la nostra mente.
Molti di noi hanno la tendenza a pensare gli stessi pensieri, ad avere le stesse sensazioni e gli stessi sentimenti, ed a seguire la stessa routine. Il problema è che questo ci porta ad usare sempre gli stessi schemi e le stesse combinazioni di circuiti neuronali, che tendono a collegarsi in modo permanente. È così che creiamo abitudini di pensiero, di sensazione, e di azione. Ovviamente un collegamento permanente non
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è una cosa negativa: grazie ai collegamenti permanenti, quando impariamo a guidare l‟automobile, quanto più la esercitiamo tanto più colleghiamo permanentemente quello che impariamo nei circuiti del nostro cervello, finché non diventiamo capaci di far funzionare un‟automobile automaticamente. Ma se vogliamo cambiare qualcosa nella nostra vita, dobbiamo fare in modo che il cervello non si attivi più secondo le solite vecchie sequenze e combinazioni. Dobbiamo creare un nuovo livello di mente scollegando i vecchi circuiti neuronali e ricollegando le cellule nervose secondo nuovi modelli. Oggi sappiamo che ogni nostro pensiero produce una reazione biochimica nel cervello. Il cervello quindi rilascia segnali chimici che vengono trasmessi al corpo, dove agiscono come messaggeri del pensiero. In questo modo, i pensieri che producono queste sostanze chimiche nel cervello permettono al nostro corpo di sentire esattamente nello stesso modo in cui stavamo pensando. Essenzialmente, quando abbiamo dei pensieri felici, ispiratori, o positivi, il nostro cervello produce delle sostanze chimiche che ci fanno sentire gioiosi, ispirati, o elevati. Il pensiero crea sensazione, e a sua volta la sensazione produce pensiero, in un continuo feedback biologico. Alla fine questo ciclo crea un particolare stato del corpo, o uno stato d‟essere, che determina la natura generale del nostro sentire e del nostro comportamento. La neuroplasticità è la nostra capacità naturale di modificare il modo in cui i neuroni cerebrali sono collegati ed organizzati in circuiti, che noi definiamo connessioni sinaptiche del cervello. Ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo o facciamo una nuova esperienza, il cervello crea nuove connessioni sinaptiche per formare nuovi schemi o reti neurali; e questo avviene a qualsiasi età. Quando utilizziamo nuovi circuiti in nuovi modi, modifichiamo la rete neuronale del cervello perché si attivi secondo nuove sequenze. A livello neurologico, quindi, noi veniamo cambiati un istante dopo l‟altro dai pensieri che abbiamo, dalle informazioni che apprendiamo, dagli eventi che sperimentiamo, dalle reazioni che abbiamo, dalle sensazioni e sentimenti che creiamo, dai ricordi che elaboriamo, e persino dai sogni che abbracciamo. Tutte queste cose alterano il modo in cui il cervello opera, producendo nuovi stati mentali. La neuroplasticità è una caratteristica genetica innata ed universale degli esseri umani. Se non potessimo cambiare le connessioni sinaptiche del nostro cervello, non potremmo cambiare in risposta alle nostre esperienze. Senza la capacità di cambiare non potremmo evolvere, e non saremmo altro che l‟effetto delle nostre predisposizioni genetiche. In quale misura il nostro cervello sia neuroplastico dipende dalla capacità di cambiare la percezione del mondo che ci circonda per
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cambiare la nostra mente, per cambiare noi stessi, il nostro sé. Noi evolviamo come specie e come individui. Di fatto, la nostra evoluzione personale fa progredire anche la specie umana. Grazie alla possibilità di imparare dalla conoscenza, dalle nostre esperienze, e soprattutto dai nostri errori, e disponendo di diverse forme specializzate di memoria attraverso cui possiamo ricordare ciò che impariamo, possiamo immediatamente modificare i nostri pensieri ed il nostro comportamento. A differenza di altre specie, quindi, noi creiamo una gamma completamente nuova di esperienze in un’unica vita, e possiamo poi trasmettere quanto abbiamo appreso alla nostra discendenza ed agli altri membri della nostra specie. In termini di cervello, evoluzione significa apprendere, creare nuove connessioni sinaptiche, mantenerle, ed applicare quanto abbiamo appreso per poter fare una nuova esperienza, che viene poi codificata nel cervello. Quando evolviamo al di là degli stati di sopravvivenza primitivi codificati nei circuiti permanenti del nostro cervello, accendiamo nuovi pensieri (che producono nuove sostanze chimiche), cambiamo le nostre idee (il che altera i messaggi chimici diretti al nostro corpo) e modifichiamo il nostro comportamento (creando un‟esperienza del tutto nuova, e facendo così intervenire nuove sostanze chimiche che influiscono sulle nostre cellule), siamo sul cammino dell‟evoluzione. Tutti abbiamo determinate abitudini e tendenze, sia ereditate geneticamente che ricevute attraverso il condizionamento dell‟ambiente che ci circonda. L’evoluzione personale ci richiede di troncare l’abitudine di essere noi stessi e di diventare più grandi del nostro ambiente. Noi evadiamo dalla nostra routine e dalle reazioni e comportamenti emozionali abituali apprendendo nuove conoscenze e facendo nuove esperienze. La nostra capacità di processare ciò che è sconosciuto trasformandolo in conosciuto, ciò che non è familiare in familiare, ciò che è nuovo in routine, è la strada per la nostra evoluzione personale.
Le emozioni producono “un‟impronta chimica” (neuropeptide) prodotta dall‟ipotalamo, che la trasmette poi all‟ipofisi, la quale a sua volta la immette nel gruppo sanguigno, arrivando infine alle cellule. Fisiologicamente le cellule nervose si connettono tra loro. Quindi se un pensiero è persistente, le cellule nervose stabiliscono tra loro delle solide relazioni a lungo termine. Se ti lamenti quotidianamente, se soffri, dai corpo alla vittimizzazione nella tua vita. I pensieri fissi stabiliscono solide relazioni tra cellule nervose, e danno corpo a ciò che viene chiamato „identità della persona‟. Se però interrompiamo
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consapevolmente certi pensieri, consentiamo alle cellule nervose di interrompere le relazioni precedentemente instaurate, ed ovviare alla conseguente risposta chimica del corpo. Più rigorosamente lo faremo, più rapida e definitiva sarà la disconnessione. Se proviamo ad interrompere dei processi di pensiero, e non badiamo agli stimoli esterni ma soltanto agli effetti che tale pratica produce, potremo essere consapevoli che l‟ambiente si adeguerà automaticamente alla nuova realtà. C‟è una parte del cervello che si chiama ipotalamo, che è come una piccola fabbrica. E‟ un luogo dove vengono assemblate le sostanze chimiche che danno vita alle emozioni che sperimentiamo. Tali sostanze sono proteine, dette peptidi. Sono piccole sequenze di amminoacidi. Fondamentalmente il corpo è una unità di carbonio che si struttura fisicamente, fabbricando 20 diversi amminoacidi. Il corpo produce proteine e l‟ipotalamo ne elabora alcune sequenze, chiamate neuropeptidi che producono gli stati emozionali. Così ci sono sostanze chimiche per il dispiacere e la tristezza e ci sono sostanze chimiche per la vittimizzazione. Ci sono sostanze chimiche per ogni stato emozionale. Pertanto, se sperimentiamo un certo stato emozionale è perché l‟ipotalamo ha prodotto i corrispondenti peptidi e li ha liberati nel sangue grazie alla ghiandola pituitaria. Dopo essere stati immessi nel sangue, raggiungono le varie parti del corpo, reagendo con le cellule per mezzo dei recettori esterni. Sulla superficie della cellula i recettori sono soggetti alla ricezione di moltissime informazioni.
Un recettore che contiene un peptide apporta modifiche alla cellula, attivando una serie di processi biochimici che possono cambiare il nucleo stesso della cellula. La cellula è considerata da molti studiosi come una minuscola unità di coscienza, la più piccola. Noi siamo fatti di emozioni e il nostro organismo è condizionato da esse. Tutte le cellule sono influenzate dai peptidi delle emozioni e se vengono alimentate emozioni negative troppo intense, di disagio, sofferenza o blocco, l‟organismo ne può risentire e per reazione può produrre sintomi somatici. E’ la mente a creare il corpo, e non viceversa. La cellula riceve i segnali dal cervello e se i recettori di emozioni vengono sommersi da intensità troppo elevate, a lungo andare possono degradarsi o distruggersi.
La salute fisica dipende da noi stessi, da come gestiamo la nostra vita emotiva.
“Io creo la mia realtà: mi sveglio e creo coscientemente la mia giornata nel modo in cui voglio che accada. Ora, spesso, poiché la mia mente esamina tutte le cose che devo fare, ci vuole un po’ di tempo affinché si rilassi e arrivi al momento dove intenzionalmente io “creo” la mia
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giornata. Ma qui è il punto. Quando creo la mia giornata cominciano ad accadere, come dal nulla, piccole cose che sembrano inspiegabili, e io so che sono la conseguenza del processo o il risultato della mia creazione. Più faccio questo, e più costruisco nel mio cervello una rete neuronale che mi fa accettare che ciò è possibile e mi dà il potere e l’incentivo di farlo anche il giorno dopo. Dobbiamo formulare ciò che vogliamo, ed essere talmente centrati, talmente focalizzati, e talmente consapevoli da perdere persino il senso di noi stessi, il senso del tempo, il senso della nostra identità. Nel momento in cui diveniamo così coinvolti nell’esperienza, questa diventa la sola immagine reale. Questa è la Fisica Quantistica in azione. Questo è manifestare la realtà… Siamo delle macchine produttrici di realtà”.

 

“Cambia l’Abitudine di Essere Te Stesso” Joe Dispenza

“Evolvi il tuo Cervello” Joe Dispenza

Categorie: Curiosita

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