Dove va il tuo pensiero quando lo lasci vagare ?

Passato, presente e futuro.

 

Oggi volevo pubblicare qualcosa sul mio sito, molto spesso mi ritrovo a cercare nei libri, spunti e argomenti di cui parlare, per poter anche prendere degli estratti interessanti e pubblicarli.

In automatico la mia mente mi ha detto di andare alla libreria e prenderli, ma il mio cuore mi ha fatto restare ferma e mi ha fatto alzare lo sguardo.

Semplice gesto, uno spostamento oculare impercettibile, impercettibile per chi guarda da fuori, ma fondamentale per chi  lo vive da dentro.

Prima di perdermi subito nelle mie metafore e riflessioni, però, finisco il racconto: insomma ho alzato lo sguardo e davanti a me c’è una finestra, una di quelle da film, con le tendine appese, le farfalle appiccicate sul vetro, le grate bianche, dietro la finestra si intravede una siepe, un muretto, e un pezzetto del mio terrazzo.

In quel momento batteva forte il sole e subito , sul muretto, scorgo una lucertola che si attinge a svolgere le sue attività da lucertola, che sinceramente , non ho ben capito quali siano. Osservo, con molta pazienza, con volontà freno la mia testa e il mio corpo, che impaziente vuole che faccio qualcosa, che non perdo tempo nello stare, ma io, ormai allenata a gestirlo, lo tranquillizzo dicendo che sono in cerca di un idea. Lui ci casca e io continuo ad osservare fuori, e dentro, con uno sguardo puro e autentico senza giudizio, aspettative, senza comandare il mio pensiero. La cosa bellissima è che mi accorgo poco dopo che il mio pensiero fluttua verso un futuro e un passato luminoso, godendosi questo attimo di presenza ed eternità per godersi il concentrarsi e l’annullarsi del tempo. Ho voluto che vagasse, non l’ho costretto a stare nel qui e ora, volevo vedere come, a briglie sciolte, si sarebbe comportato.

Sono contenta del mio pensiero, sono appagata, grata che quando, lasciato libero, lui assapori tutte le cose belle che abbiamo vissuto nel passato e che è grato, ancor prima di riceverle, di tutte le cose belle che vivremo.

Ho iniziato a scrivere pensando di dirvi come siamo abituati a pensare al futuro come progetto, preoccupazione, obiettivi, aspettative, cose da fare, molte bello certo, ma come molto spesso non lo guardiamo con semplicità, di atti quotidiani a cui ringraziare senza doverci proporre degli atti esemplari, cambiamenti enormi, rivoluzioni interiori. Ed è proprio qui in questi attimi eterni di presenza che il tempo si annulla e ricordi e desideri si mischiano tra loro non lasciando traccia, e tutto quello che è venuto verrà e quello che ancora non è accaduto accade. Sento in questi momenti, come nella totale presenza, futuro e passato sono profondamente presenti, come creta, malleabili.

E in tutto questo mischiarsi di pensieri di osservazione e bellezza, mentre scrivo, mi accorgo di star piangendo, di gioia, d’amore, un’amore caldo e avvolgente per la mia vita e per me stessa, che sono entrambe, esattamente come vorrei che fossero, nulla di più e nulla di meno. Ora sto ridendo. Grazie per chi ha letto i miei deliri, spero che tutti nel mondo si sentano grati di esser chi sono.

Maya.S.