Meditazione sullo scopo della vita.

Il Dalai Lama esplorò esaminò la natura della mente umana con lo spirito analitico dello scienziato, una verità molto semplice emerse vividamente da ciascun colloquio: lo scopo della vita e la felicità. Questo elementare principio può diventare uno strumento assai efficace nel momento in cui ci troviamo da affrontare i problemi quotidiani dell’esistenza. Se assumeremo tale ottica, il nostro compito diventerà scartare le cose che producono sofferenza e potenziare quelle che producono gioia.
Il metodo, la pratica a cui dovremmo dedicarci ogni giorno sarà di diventare sempre più consci e consapevoli dei fattori favorevoli e dei fattori sfavorevoli alla felicità. Quando la vita si fa troppo complicata e ce ne sentiamo sopraffatti, spesso è utile fermarsi un attimo a riflettere e ricordare a noi stessi il nostro scopo, il nostro obiettivo generale. Se ci troviamo in una situazione confusa e stagnante, può giovare prendersi un’ora, un pomeriggio o anche diversi giorni di tempo per meditare su cosa possa renderci davvero felici, e poi ridefinire l’ordine delle priorità sulla base di quanto abbiamo concluso. Spesso questo ci permette un re inquadramento della vita e dei suoi obiettivi; ci consente, cioè, di assumere una nuova prospettiva e di capire quale direzione imboccare. Ogni tanto ci troviamo da affrontare decisioni cruciali che influiscono sull’intero corso della nostra esistenza: per esempio possiamo dover scegliere se sposarsi avere figli o iscriverci al corso una facoltà per diventare avvocati, artisti o elettricisti. La ferma determinazione a raggiungere la felicità, capire quali fattori la generino e a fare passi decisi verso una vita più serena poi rientrare tra simili decisioni. Il considerare la felicità un obiettivo legittimo il decidere consapevolmente di perseguirla in maniera sistematica può cambiare radicalmente la nostra vita.
Il Dalai Lama comprende i fattori che conducono alla felicità perché da sempre analizza con disciplina e metodo la sua stessa mente e la condizione umana all’interno di un quadro di riferimento elaborato per la prima volta da Buddha più di 2500 anni fa. Forte di queste solide basi, attratto chiare conclusioni sulle attività e i pensieri che vanno coltivati e le ho riassunte nelle seguenti parole, che possono aiutarci a meditare: “a volte, quando i contro vecchi amici, penso a come passa in fretta il tempo. E mi chiedo se lo abbiamo speso bene o male. Un giusto utilizzo del tempo è assai importante. Finché abbiamo il corpo, e soprattutto il nostro straordinario cervello, dovremmo considerare ogni minuto prezioso. L’esistenza quotidiana è colma di speranza, anche se non abbiamo alcuna garanzia del futuro. Nessuno ci garantisce che domani a questo ora saremo qui. Tuttavia noi agiamo pensando a domani sulla base della pura speranza. Dobbiamo dunque fare il miglior uso possibile degli tempo. Credo che il giusto impegno del tempo consista, ove possibile, nel servire gli altri, gli altri esseri senzienti. Ove non sia possibile, bisogna almeno evitare di far loro del male. In sostanza, questa è l’intera base della mia filosofia. Riflettiamo dunque successo che ha davvero importanza nella vita, su ciò che le dà significato, e fissiamo le nostre priorità di conseguenza. Lo scopo della nostra esistenza deve essere positivo. Non siamo nati per provocare guai e nuocere agli altri. Perché la vita abbia valore, credo che dobbiamo sviluppare le principali qualità positive: calore umano, gentilezza, compassione. Allora la nostra vita assumerà significato e sarà più serena, più felice.“

Tratto dall’Arte Della Felicità del Dalai Lama con Howars C.Cutler.

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