Dal coraggio dei combattenti,

dal sangue dei campi di battaglia,

dal dolore dei rimasti,

dai sacrifici del popolo,

nasceranno i frutti dello spirito.

Anime guidino coscienti la loro mente

nel regno dello spirito.

Questa piccola poesia ha aperto in me uno spiraglio molto ampio, ha portato luce dove tempo c’era stata oscurità.

Dentro di me c’era qualcosa che discordava con le mie credenze e con quello che ho appreso; avendo tante guide e maestri si impara a prendere quello che dicono, e anche se a volte non risuona dentro di noi, non abbiamo la saggezza e la conoscenza necessaria per dire perché e come discordiamo da quello che ci è stato insegnato.

Amo le costellazioni e per me sono state sempre fonte di risoluzione  e ordine, ma una frase di queste mi è rimbombata nella testa a lungo, prima di capire che in realtà non ci credevo. Forse non ne ho capito a fondo il significato o forse l’ho male interpretata, tuttavia ha scaturito in me, oggi, questa riflessione.

“Tutti morti per niente”.

Tutti morti per niente nelle guerre, nelle catastrofi, tutti questi morti per cosa? Per chi?

Adesso comprendo invece il senso più ampio forse, o quello più scontato.

Come può un universo perfetto, che oscilla sempre dal bianco al nero, in costante ricerca di equilibrio, sterminare milioni di persone e bambini per niente? Senza scopo, senza significato e senza risultato?

Forse quella frase intendeva: “Sono tutti morti combattendo per qualcosa e poi quel qualcosa, qui in terra, non è stato mai raggiunto, dunque la loro morte risulta vana in quanto l’obiettivo umano finale non è stato mai realmente conquistato, la pace infatti non è mai restata a lungo, cercando di sopraggiungere, di guerra in guerra, si è presto ritirata nelle ombre più remote del nostro pianeta, aspettando forse che l’uomo fosse pronto, un giorno, ad accoglierla.”

Così certo che ha un senso per me, è vero, il risultato e l’obiettivo prefissato per ogni guerra dell’uomo non è forse la pace? E non l’abbiamo mai trattenuta a lungo, o sbaglio? Però dire così, senza ulteriore spiegazione, che tutti quei morti, sono morti invano, mi sembra irrispettoso verso coloro, anche nostri familiari, che hanno versato sangue per un ideale, o spinti dall’odio o per qualsiasi altra motivazione.

Io dico che non sono morti invano, anzi, penso che ci sia una comprensione più ampia per ogni bambino ucciso, ogni vita spezzata, madre persa, guerra e carestia.

Credo che l’universo ricerchi il suo equilibrio nelle sue varie forme, attraverso la sofferenza, qui necessaria.

Penso che un Dio perfetto nel suo essere o Universo, o come lo vogliamo chiamare, non faccia qualcosa invano, non faccia morire per “niente”.

Oggi riconosco finalmente, con rispetto, la morte dei miei avi, dei miei compatrioti, che sono cittadini del mondo, non parlo di italiani né di europei, i miei compatrioti sono l’intera umanità, oggi finalmente riconosco la vostra grandezza e la vostra morte, come qualcosa di funzionale e di grande, per ristabilire un equilibrio che noi stessi abbiamo spezzato, per pagare un prezzo per il quale altrimenti, qualcun altro avrebbe dovuto sacrificarsi, riconosco in voi il coraggio e la forza, volente o nolente, che avete dimostrato, ma soprattuto riconosco la sacralità della  vostra vita e infine della vostra morte, che non è stata vana, anzi, è stata fondamentale, profondamente giusta, anche nella sua più crudele forma, per ristabilire qualcosa che probabilmente mai potremo comprendere qui in questa vita sulla terra.

Riconosco infine in tutto questo sangue sparso, la bellezza del passaggio che avete fatto, il destino che avete accordato e rispettato, la visione che poi, dall’altra parte, avrete avuto, la comprensione più grande e la consapevolezza di quanto lo spirito sia più grande del corpo, incorruttibile e immortale.

Grazie compatrioti, mia famiglia, miei fratelli e sorelle, grazie a voi nonni, madri e padri, grazie infinite miei amati figli, grazie per la vostra morte, che mi permette di essere qui viva oggi, che mi permette di avere un briciolo di equilibrio in più, che mi ha aperto uno spiraglio dentro, di dolore anche, ma fondamentale e bellissimo dolore, per comprendere ogni giorno di più, ogni passo, attraverso la vostra grandezza e il vostro dolore, il mio posto nel mondo e il il mio scopo.

Grazie perché la vostra morte, non sarà mai accaduta per nulla, ma sarà sempre per me sacra e profondamente giusta.

Dal coraggio dei combattenti,

dal sangue dei campi di battaglia,

dal dolore dei rimasti,

dai sacrifici del popolo,

nasceranno i frutti dello spirito.

Anime guidino coscienti la loro mente

nel regno dello spirito.